AVVISO PUBBLICO AIUTI ALLE IMPRESE AZIONE 3.1.1.03

Per l’avviso pubblico “PO FESR 2014/2020 – Azione 3.1.1.03 Aiuti alle imprese esistenti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”, lo studio comunica la propria disponibilità nel supportare tutti coloro che sono interessati a partecipare  alla misura.

Per avere informazioni inviate una email al seguente indirizzo: studiopappalardo@libero.it

   

 

TARIFFE APPLICATE DALLO STUDIO PER I SERVIZI FISCALI ED AMMINISTRATIVI

 

1.       Costo ricorso tributario  da concordare  
2.       Costo per la contabilità semplificata  da € 80,00 al mese  
3.       Costo per la contabilità ordinaria  da € 120,00  al mese  
4.       Modello Unico persone fisiche senza partita IVA                                                     € 50,00  
5.       Fattura elettroniche PA      € 20,00  
6.       Costo per la contabilità in favore di contribuenti in regimi agevolati              da € 50,00 al mese  
7.      Costo per l’assistenza fiscale presso gli Uffici Finanziari  da concordare  
8.       Costo apertura della Partita IVA          € 50,00  
9.      Costo business plan  da   € 500,00  
10.  Costo perizie finanziarie e/o aziendali  da € 800,00

RESTO AL SUD

Il decreto-legge n. 91-2017, convertito nella legge n. 123-2017, ha previsto un nuovo regime di aiuto, denominato “Resto al Sud”, per incoraggiare la costituzione di nuove imprese nelle Regioni meno sviluppate e in transizione, cioè Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, da parte di giovani imprenditori.

Sulla Gazzetta ufficiale del 5 dicembre 2017 è stato pubblicato il decreto n. 174/2017 contenente il regolamento attuativo della misura “Resto al Sud”.

Beneficiari

Le richieste di agevolazioni possono essere presentate dai soggetti di età compresa tra i 18 e i 35 anni che siano in possesso, al momento della presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:

  1. a) siano residenti nelle regioni di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 91/2017, cioè Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, al momento della presentazione della domanda o vi trasferiscano la residenza entro sessanta giorni, o entro centoventi giorni se residenti all’estero, dalla comunicazione del positivo esito dell’istruttoria di cui all’articolo 9 del presente decreto;
  2. b) non risultino già titolari di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017, data di entrata in vigore del decreto-legge n. 91/2017, o beneficiari, nell’ultimo triennio, a decorrere dalla data di presentazione della domanda, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità.

I soggetti di cui sopra possono presentare domanda di ammissione alle agevolazioni purché risultino già costituiti, al momento della presentazione della domanda e comunque successivamente alla data del 21 giugno 2017, o si costituiscano, entro sessanta giorni, o entro centoventi giorni in caso di residenza all’estero, dalla data di comunicazione del positivo esito dell’istruttoria, nelle seguenti forme giuridiche: a) impresa individuale; b) società, ivi incluse le società cooperative.

I soggetti risultati beneficiari delle agevolazioni devono mantenere la residenza nelle regioni di cui sopra per tutta la durata del finanziamento e non devono essere titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto, a pena di decadenza del provvedimento di concessione.

Le PMI risultate beneficiarie delle agevolazioni devono mantenere, per tutta la durata del finanziamento, la sede legale e operativa nelle regioni ammesse.

Le società di cui alla lettera b) possono essere costituite anche da soci persone fisiche che non abbiano i requisiti anagrafici richiesti dal regolamento, a condizione che la presenza di tali soggetti nella compagine societaria non sia superiore ad un terzo, e che gli stessi non abbiano rapporti di parentela fino al quarto grado con alcuno degli altri soggetti richiedenti.

 Progetti ammissibili

I progetti imprenditoriali possono riguardare la produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria o la fornitura di servizi, mentre non è possibile richiedere gli aiuti per l’avvio di attività libero professionali e del commercio, ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività di impresa.

Ogni soggetto richiedente può ricevere un finanziamento massimo di 50 mila euro.

Nel caso in cui la richiesta arrivi da più soggetti, già costituiti o costituendi, il finanziamento massimo è pari a 200 mila euro.

I progetti imprenditoriali devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione ovvero alla data di costituzione della società nel caso in cui la domanda sia presentata da persone fisiche.

La realizzazione dei progetti deve essere ultimata entro 24 mesi dal provvedimento di concessione.

Spese ammissibili

Sono finanziabili:

  • opere edili per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa);
  • macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie per l’informazione e la telecomunicazione;
  • altre spese utili all’avvio dell’attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative nel limite del 20% massimo del programma di spesa).

Non sono ammissibili le spese di progettazione, le consulenze e quelle relative al costo del personale dipendente, gli acquisti tramite leasing, imposte e tasse.

Agevolazioni

Le agevolazioni coprono il 100% delle spese e prevedono:

  1. contributo a fondo perduto, pari al 35% del programma di spesa;
  2. finanziamento bancario, pari al 65% del programma di spesa concesso da un istituto di credito che aderisce alla convenzione tra INVITALIA e ABI, garantito dal Fondo di garanzia per le PMI.

Gli interessi del finanziamento sono coperti da un contributo in conto interessi. Il finanziamento bancario deve essere restituito in 8 anni di cui 2 di preammortamento. Le agevolazioni sono erogate in regime “de minimis”.

Presentazione della domanda

Le domande possono essere inviate dal 15 gennaio 2018, esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di INVITALIA. E’ necessario registrarsi sulla piattaforma dedicata, disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta certificata (PEC).

La domanda è costituita dal progetto imprenditoriale da compilare on line e dalla documentazione da allegare, secondo la modulistica presente sul sito internet www.invitalia.it.

Le domande verranno valutate in ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni dalla data di presentazione.

Risorse finanziarie disponibili

Le risorse disponibili per la misura sono pari a un miliardo e 250 milioni di euro, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020.

 

AIUTI ALL’ IMPRESE IN FASE DI AVVIAMENTO- PO FESR 2014/2020 AVVISO 3.5.1_02

AVVISO PUBBLICO  RELATIVO ALL’AZIONE  PO FESR 2014/2020 Avviso azione 3.5.1_02

 AIUTI ALL’IMPRESE IN FASE DI AVVIAMENTO- PROCEDURA VALUTATIVA A SPORTELLO  – REGOLAMENTO N.1407/2013”DE MINIMIS”

 Il presente Avviso intende agevolare la realizzazione di progetti di investimento con aiuti in “de minimis” ai sensi del Regolamento UE n. 1407/2013 per favorire la nascita di piccole imprese attraverso incentivi diretti finalizzati all’acquisizione di attivi materiali e immateriali in attuazione dell’Asse 3 Azione 3.5.1-2 del PO FESR Sicilia 2014/2020 cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e in conformità alle disposizioni comunitarie e/o nazionali e regionali vigenti in materia, nonché dei principi di semplificazione e di riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese.

L’obiettivo perseguito dalla Regione Siciliana con il presente Avviso, in attuazione della programmazione attuativa approvata con Delibera di Giunta Regionale n. 70 del 23 febbraio 2017, consiste nel sostenere i nuovi soggetti e le nuove idee favorendo la creazione di imprese e quindi un’occupazione stabile, che possano portare linfa e nuove prospettive al tessuto produttivo siciliano, incoraggiando così il talento imprenditoriale e l’interesse verso chi intraprende percorsi virtuosi e innovativi. Il predetto obiettivo verrà attuato mediante concessione di agevolazioni sotto forma di contributo in conto capitale alle piccole imprese in fase di avviamento, sulla base di una procedura valutativa a sportello. L’investimento oggetto dell’agevolazione dovrà essere realizzato e localizzato nel territorio regionale siciliano

Con tale azione si punta ad agevolare nuove imprese prevalentemente negli ambiti tematici identificati dalla Strategia Regionale dell’Innovazione per la Specializzazione Intelligente, tenendo conto sempre dei valori e delle potenzialità espresse dal territorio di riferimento. Sarà inoltre sostenuto l’avvio di nuove imprese nei settori manifatturieri e nei settori emergenti collegati alla sfida europea, quali quelli della creazione e della cultura, delle nuove forme di turismo, dei servizi innovativi che riflettono le nuove esigenze sociali o i prodotti e i servizi collegati all’invecchiamento della popolazione, alle cure sanitarie, all’ecoinnovazione, all’economia a bassa intensità di carbonio ( incluso il riciclaggio dei rifiuti).

 

 

 

 

 

 

 

Definizione agevolata dei carichi affidati ad Equitalia e Riscossione Sicilia.

I contribuenti hanno tempo fino al 31 marzo per presentare agli Agenti della riscossione la dichiarazione su quali debiti intendono attivare la procedura di definizione agevolata introdotta dal La dichiarazione può essere presentata per tutte le somme affidate agli Agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016 e permette di evitare di pagare sanzioni e interessi di mora, versando solo il capitale, gli interessi, le spese sostenute per le procedure di recupero del credito e l’aggio dovuto agli Agenti della riscossione. Nella circolare n. 2/E 2017 l’Agenzia analizza alcuni aspetti della procedura di definizione agevolata in relazione ai carichi affidati da parte delle Entrate.

Quali debiti possono essere definiti

 Possono presentare la dichiarazione i debitori i cui carichi risultano affidati agli Agenti della riscossione dal 2000 al 2016. Per questo motivo non è possibile attivare la procedura per i carichi non affidati entro il 31 dicembre 2016. È invece possibile definire i carichi affidati nel 2016 per i quali alla data del 31 dicembre 2016 non è stata notificata la cartella di pagamento al debitore, ma della cui esistenza l’Agente della riscossione ha avvisato il debitore mediante comunicazione inviata per posta ordinaria.

Libertà di scelta su cosa definire

 In base al D.L. n. 193/2016, il contribuente ha la facoltà di definire singolarmente ciascuno dei carichi iscritti a ruolo o affidati dal 2000 al 2016. Non è quindi obbligato a definire tutti i carichi affidati che lo riguardano.

Definibili i carichi contenenti solo sanzioni

Nel documento di prassi l’Agenzia risponde alle domande degli operatori in merito ai carichi che contengono solo somme dovute a titolo di sanzioni. Anche questi carichi possono essere definiti, purché le sanzioni siano di carattere amministrativo-tributarie. Per poter beneficiare della definizione agevolata, anche in questi casi, il debitore deve attivarsi presentando la dichiarazione di adesione alla procedura entro il 31 marzo 2017.

Il perfezionamento della procedura

Se dopo aver avviato il procedimento, il contribuente non paga integralmente o paga in ritardo le somme da versare in un’unica soluzione oppure una delle rate, la definizione agevolata perde di efficacia e la procedura non va a buon fine. In questi casi, pertanto, viene meno il beneficio previsto dalla legge (l’estinzione del debito affidato senza il pagamento di sanzioni e interessi di mora). Gli eventuali versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto. Inoltre riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza e prosegue l’attività di riscossione, senza possibilità di rateizzazione del pagamento del debito, salvo il caso in cui non sia stata pagata tempestivamente e integralmente la prima rata.

Carichi oggetto di giudizio

Possono essere definiti anche i carichi in contenzioso. A questo proposito, il debitore con la presentazione della dichiarazione di adesione alla procedura si impegna a rinunciare ai giudizi relativi ai carichi che intende definire. Tale impegno non corrisponde tuttavia alla rinuncia al ricorso di cui all’art. 44 del D.Lgs. n. 546 del 1997 (codice del processo tributario). Il giudizio si estingue per cessazione della materia del contendere soltanto qualora il carico definito efficacemente – con l’integrale pagamento di quanto dovuto per la definizione agevolata – riguardi l’intera pretesa oggetto di controversia.

 

Rottamazione delle cartelle esattoriali: Le novità nella legge di conversione del D.L. 193/2016

Nella sua versione originaria, il D.L. 193/2016 ha introdotto la possibilità di definire gli importi iscritti a ruolo e affidati agli Agenti della riscossione dal 2000 al 2015. Aderendo alla procedura il contribuente può pagare solo le somme iscritte a ruolo a titolo di capitale, di interessi legali e di remunerazione del servizio di riscossione. Non sono dovute dunque le sanzioni, gli interessi di mora e le sanzioni e somme aggiuntive gravanti su crediti previdenziali. In seguito alla discussione del disegno di legge di conversione del decreto in commento sono state approvati diversi cambiamenti rispetto alle disposizioni iniziali.

“Relativamente ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, i debitori possono estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni comprese in tali carichi, gli interessi di mora di cui all’articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all’articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.”

La definizione agevolata viene dunque estesa anche ai carichi affidati all’Agente della riscossione nel 2016.

Entro il 28 febbraio 2017, l’agente della riscossione, con posta ordinaria, è tenuto ad avvisare il debitore dei carichi affidati nell’anno 2016 per i quali, alla data del 31 dicembre 2016, risulta non ancora notificata/o:

  • la cartella di pagamento;
  • l’avviso di addebito;
  • l’accertamento esecutivo.

della definizione

Cambiano sostanzialmente i termini per la presentazione dell’istanza nonché per il responso dell’Agente della riscossione, il numero e le scadenze delle rate eventualmente richieste per il pagamento delle somme dovute in via agevolata.

Per la presentazione dell’istanza di rottamazione si passa dal 23 gennaio 2017 al 31 marzo dello stesso anno.

L’Agente della riscossione comunicherà le somme dovute in via agevolata dal debitore entro il 31 maggio 2017, nonché quello delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse, considerando i criteri sotto riportati:

L’Agente della riscossione è tenuto a fornire ai debitori i dati necessari ad individuare i carichi definibili in via agevolata, presso i propri sportelli o sull’area riservata del proprio sito internet istituzionale. definizione

Possibilità di rettificare/integrare la stessa entro il 31 marzo 2017.

Max 5 rate

per l’anno 2017, la scadenza delle singole rate è fissata nei mesi di luglio, settembre e novembre;

per l’anno 2018, è fissata nei mesi di aprile e settembre;

Il 70% delle somme complessivamente dovute deve essere versato nell’anno 2017 e il restante 30% nel 2018.

 

ROTTAMAZIONE DEI RUOLI

Il D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, contiene all’articolo 6 la disciplina della cd. rottamazione dei ruoli. In sostanza la possibilità di definire i carichi affidati agli agenti della riscossione negli anni compresi tra il 2000 e il 2015, a prescindere dall’ente titolare del credito, pagando solo le somme iscritte a ruolo a titolo di capitale, di interessi legali, l’aggio, e diritti di notifica della cartella di pagamento ed eventualmente le spese esecutive. L’agevolazione, consiste, dunque, nel non pagare le sanzioni, gli interessi di mora e le sanzioni e somme aggiuntive gravanti su crediti previdenziali. Dalla definizione sono stati esclusi, in considerazione della loro peculiarità, soltanto le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna e i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti nonché, tenuto conto degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, le somme che costituiscono cosiddette “risorse proprie tradizionali”, l’IVA riscossa all’importazione, nonché le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato considerati illegittimi. Per quanto riguarda le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada, la definizione potrà riguardare la sola parte delle somme iscritte a ruolo relativa alle maggiorazioni (ad es.: gli interessi per ritardato pagamento delle somme dovute). La definizione agevolata sembra avere ad oggetto, indistintamente, tutti i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2015 (salvo, quelli espressamente esclusi dal comma 10 dell’art. 6 D.L. 193/2016) e, quindi, come, peraltro confermato dalle nota 3 del modello di istanza di definizione pubblicato da Equitalia .   Il contribuente, avvalendosi dell’apposito Modulo DA1 – Dichiarazione di adesione alla definizione agevolata messo a disposizione da Equitalia, potrà manifestare la propria volontà di aderire alla procedura rendendo un’apposita dichiarazione entro e non oltre il 23 gennaio 2017, nella quale assumerà anche l’impegno a rinunciare ai giudizi pendenti aventi a oggetto i carichi ai quali si riferisce la dichiarazione.  Possono aderire alla definizione agevolata anche i debitori che hanno già pagato parzialmente, anche a seguito di provvedimenti di dilazione emessi dall’agente della riscossione, a condizione che risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza dal 1° ottobre al 31dicembre 2016.

LE PROCEDURE DI ESDEBITAZIONE

La Legge n. 3/2012 modificata dal D.L. n. 179/2012 convertito in L. n. 221/12 ha introdotto in Italia la procedura cosiddetta di esdebitazione, destinata a tutti quei soggetti che pur trovandosi in stato di sovraindebitamento, in un modo o nell’altro non potevano accedere alle procedure concorsuali previste dalla Legge Fallimentare. La normativa tende a prospettare un rimedio a tutte quelle situazioni di sovra indebitamento in cui un soggetto può incorrere, per tutta una serie di eventi che esulano dalla sua volontà: perdita di lavoro, malattie, crisi familiari, etc. che comportano un insostenibile aumento di oneri finanziari da pagare ai creditori, consentendo allo stesso debitore di liberarsi dai debiti e disporre nuovamente delle proprie risorse patrimoniali. Per accedere alla Procedura di Esdebitazine occorre: 1) essere un soggetto non fallibile o essere un debitore che non svolge attività imprenditoriali o professionali condizione soggettiva); 2) trovarsi in una situazione di sovra indebitamento, aver contratto debiti a cui non è più possibile far fronte (condizione oggettiva).

Uno dei vantaggi di questo nuovo strumento normativo è che si tratta di una procedura snella e veloce: il ricorso presentato dall’avvocato secondo i requisiti previsti dalla legge, viene sottoposto alla verifica preliminare da parte del Tribunale, in merito al fatto che il piano del consumatore o la proposta dell’accordo non violino norme imperative. Successivamente, con l’ausilio dell’organismo di composizione della crisi, il Tribunale valuta meritevolezza, fattibilità e convenienza della domanda che, se accolta e a determinate condizioni, può condurre alla liberazione dal debito originario.

Le tre nuove procedure sono riservate a tutti quei soggetti non assoggettabili alla procedura di fallimento, concordato preventivo, ed al procedimento di cui all’art. 182 bis della Legge Fallimentare e, pertanto: agli imprenditori commerciali le cui dimensioni escludono la loro assoggettabilità al fallimento; ai fideiussori che abbiano garantito debiti di un imprenditore fallito, in quanto non fallibili per legge; agli imprenditori agricoli; ai soggetti che svolgono un’attività di libera professione; al consumatore considerando che anche l’imprenditore o il professionista possono qualificarsi consumatori ai sensi della disciplina esaminata, purchè l’indebitamento derivi da consumi propri, ossia da obbligazioni assunte al di fuori della propria attività di impresa. Le procedure disciplinate dalla legge in esame sono tre: 1) ACCORDO DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI 2) PIANO DEL CONSUMATORE 3) LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO DEL DEBITORE. Al riguardo vi è da dire che la casistica è abbastanza ampia e variegata, poiché acconto ai consumatori in difficoltà finanziaria, vi sono gli imprenditori commerciali “sottosoglia” ai sensi dell’ art.11. f. per le procedure concorsuali esistenti.

CULTURA CREA

“Incentivi   per giovani e meno giovani che intendono avviare una nuova impresa”

“Cultura Crea” è un programma di incentivi per creare e sviluppare iniziative imprenditoriali nel settore dell’industria culturale-turistica e per sostenere le imprese no profit che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Le agevolazioni sono finanziate con le risorse del Programma Operativo Nazionale “Cultura e Sviluppo” FESR 2014-2020. Sono on line i moduli per richiedere i nuovi incentivi di Cultura Crea, che finanziano le imprese (anche no profit) culturali e turistiche in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. In vista della presentazione delle domande, che sarà possibile dal 15 settembre 2016 sulla piattaforma web di Invitalia, è già disponibile tutta la documentazione da allegare alla richiesta di finanziamento.

La modulistica è suddivisa per tipologia di incentivo.

Creazione di nuove imprese dell’industria culturale (Titolo II)

Sviluppo delle imprese dell’industria culturale e turistica (Titolo III)

Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale (Titolo IV)

Cultura Crea” è gestito da INVITALIA, che valuta i business plan, eroga i finanziamenti e monitora la realizzazione dei progetti d’impresa.

Obiettivi

Il programma prevede tre linee di intervento per:

supportare la nascita di nuove imprese nei settori “core” delle cosiddette industrie culturali, promuovendo processi di innovazione produttiva, di sviluppo tecnologico e di creatività, consolidare e sostenere l’attività dei soggetti economici già esistenti nella filiera culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tradizionali e tipici, promuovendo la realizzazione di prodotti e servizi finalizzati all’arricchimento, diversificazione e qualificazione dell’offerta turistico-culturale degli ambiti territoriali di riferimento degli attrattori.

Beneficiari

“Cultura Crea” si rivolge alle micro, piccole e medie imprese dell’industria culturale e creativa, inclusi i team di persone che vogliono costituire una società, e ai soggetti del terzo settore che vogliono realizzare i loro progetti di investimento in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

In particolare:

Linea 1 – L’incentivo per la “Creazione di nuove imprese nell’industria culturale” finanzia: team di persone fisiche che vogliono costituire una impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni , le imprese costituite in forma societaria da non oltre 36 mesi, comprese le cooperative. Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento di importo non superiore a € 400.000,00.

Linea 2: l’incentivo per lo “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale” finanzia le imprese costituite in forma societaria da non meno di 36 mesi, comprese le cooperative. Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento di importo non superiore a € 500.000,00.

Linea 3: L’incentivo per il “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale” finanzia imprese e soggetti del terzo settore, in particolare ONLUS e imprese sociali. Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento di importo non superiore a € 400.000,00.

Spese Ammissibili

Sono ammissibili i costi di beni di Investimento sostenuti a partire dalla data di presentazione della domanda di agevolazione, concernenti le seguenti voci di investimento: a) macchinari, impianti, attrezzature, arredi e mezzi mobili, questi ultimi ammissibili purché strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione. b) beni immateriali ad utilità pluriennale, limitatamente a programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate.

Sono, altresì, ammissibili i seguenti costi di gestione, nel limite del 20% delle spese di Investimento, sostenuti a partire dalla data di presentazione della domanda di agevolazione, riguardanti: a) spese per il personale interno qualificato del soggetto beneficiario, b) servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, c) consulenze esterne specialistiche prestate da Università e Centri di ricerca pubblici o da imprese e persone fisiche dotate di documentate competenze in materia, a condizione che siano connesse all’investimento e funzionali all’avvio delle attività.

Agevolazioni

Per la Linea 1 “Nuove Imprese nell’Industria Culturale”, è previsto, nei limiti del Regolamento “de minimis”, un finanziamento agevolato, a tasso d’interesse pari a zero, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre a un contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 40% della spesa ammessa. L’importo massimo è incrementato al 90% in caso l’impresa richiedente abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.

Per la Linea 2 “Sviluppo delle imprese dell’industria culturale”, è previsto, nei limiti del Regolamento “de minimis”, a) un finanziamento agevolato, a tasso d’interesse pari a zero, in misura pari al massimo al 60% della spesa ammessa e della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento; b) un contributo a fondo perduto, in misura pari al massimo al 20% della spesa ammessa. L’importo massimo è incrementato al 90% in caso l’impresa richiedente abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.

Per la Linea 3 “Sostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturale”, ai soggetti del terzo settore può essere concesso, nei limiti del Regolamento “de minimis”, un contributo a fondo perduto fino all’80% della spesa ammessa. La copertura della spesa ammessa è aumentata al 90% in caso il soggetto richiedente sia qualificabile come impresa ed abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.

 

Incentivi avvio idee imprenditoriali

Con la presente lo Studio desidera mettere a conoscenza della SV che sono sempre attivi i fondi previsti da Invitalia.

La legge di riferimento è il DL. n. 185/2000 Titolo II – Autoimpiego – principale strumento di sostegno disponibile per la realizzazione di idee imprenditoriali da parte di soggetti disoccupati o inoccupati.

Invitalia, prevede la concessione di agevolazioni finanziarie per le seguenti iniziative:

Microimpresa

Rivolta a persone che si costituiscono in forma di società di persone, che abbiano la maggiore età al momento della presentazione della domanda e non devono essere occupati alla data di presentazione dell’idea imprenditoriale.

E’ agevolabile la produzione di beni e la fornitura di servizi, ed è escluso il commercio.

L’investimento complessivo non deve superare € 129.114,00 IVA esclusa, e l’attività deve essere svolta per almeno cinque anni.

Per gli investimenti, viene erogato un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso agevolato che arrivano a coprire il 100% dell’investimento ammissibile, mentre per la gestione un contributo a fondo perduto per il primo anno di attività.

Lavoro Autonomo

Rivolta a persone fisiche che avviano la propria attività in forma di ditta individuale, che abbiano la maggiore età al momento della presentazione della domanda e devono non essere occupati.

E’ agevolabile la produzione di beni, fornitura di servizi ed il commercio.

L’investimento complessivo non deve superare € 25.823,00 IVA esclusa, e l’attività deve essere svolta per almeno cinque anni.

Viene erogato, per gli investimenti, un contributo a fondo perduto e un finanziamento a tasso agevolato che copre fino al 100% dell’investimento ammissibile.

Per le spese di gestione, che comprendono per esempio acquisto di materie prime, utenze e canone di locazione, viene erogato un contributo a fondo perduto per il primo anno di attività.

Franchisor

Per poter avviare una attività imprenditoriale in franchising, necessita che i Franchisor siano accreditati con Invitalia.

 

Per ulteriori informazioni rimaniamo sempre a Vostra disposizione, porgiamo cordiali saluti